La via della seta

LA SETA PRESSO IL BORGO DI VENARIA REALE

Nel Centro Storico di Venaria Reale, in fondo all’attuale Via Cesare Battisti e dal lato apposto del Mulino Sola, aveva sede il Vecchio Castello Feudale di Altessano Superiore di proprietà dei Conti Scaravello; Castello che specificatamente segnalato da una “Torre” in un incisione del libro :” Venaria Reale” dell’ architetto di Amedeo di Castellamonte.

 

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Questo Castello è molto interessante perché il 1670 il Castellamonte lo trasformò, per il volere del Duca Carlo Emanuele II, nel primo setificio idraulico alla Bolognese realizzato alla Venaria Reale e precisamente in mulino da seta, a mosso ad acqua, in grado di compiere l’intero ciclo di lavorazione della seta. Questo setificio dette con inizio ad un nuovo modello organizzativo nel campo della lavorazione della seta.

IMPORTANTI FURUNO LE ACQUE DELLA DORA FONTE DI ENERGIA DELLA PRODUZIONE DELLA SETA.

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Il Duca Carlo Emanuele II aveva appositamente chiamato alla Venaria Giovanni Francesco Galleani tecnico espertissimo nella lavorazione della seta, reduce per l’appunto da Bologna, il quale già da alcuni anni aveva realizzato a Torino, fuori mura, il setificio di Porgo Dora collocandolo nei pressi dei Mulini comunali della città.

 MULINI DA SERA  A  RUOTA IDRAULICA  

FILATOIO GALLEANI- CASTELLAMONTE (1670)

Il Mulino Galleani edificato dall’Arch. A. di Castellamonte sulle fondamenta del Castello feudale dei Conti Scaravello è alimentato dalla motrice derivate, nei pressi dl Castello di Pianezza, dalla sponda sinistra della Dora Riparia tramite la Bealera Grossa poi Canale Demaniale della Venaria.

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E’ noto in fatti con realizzazione della Venaria Reale, I Savoia intesero celebrare la magnificenza dello Stato ed il potere del Principe presentando, alle Corti Europe il Complesso Monumentale Venariese anche quale esempio di grandioso impianto economico.

 

Cosi è noto Carlo Emanuele II favori all’introduzione a corte della lussuosa seta anche per il ” loisoir” di Cristina di Francia, sua Madre, che aveva un spiccato interesse per i generi di lusso inclusa la elegante  scenografia dei Balletti di Corti di Filippo d’Agliè.

 

E’ il caso della” Fenice ritrovata” rappresentata dal 1644 , laddove tre punti danzano ” filando serici stami” e Carlo Emanuele II, bimbo, vi compare interprete vestito nei panni del ” Sole”.